Il patrimonio aziendale
1. Si ha un deficit patrimoniale quando: passività > attività costi > ricavi attività > passività debiti > crediti
2. Gli investimenti aziendali sono costituiti da: immobilizzazioni finanziarie immobilizzazioni finanziarie e crediti attivo immobilizzato e attivo circolante rimanenze di magazzino
3. Il patrimonio di un'azienda può essere definito come: la differenza tra attività e passività dell'azienda l'insieme dei beni economici a disposizione dell'impresa in un determinato momento il capitale conferito dal soggetto aziendale il totale di crediti, attività finanziarie e disponibilità liquide
4. Il reddito d'esercizio è dato da: attività - passività impieghi - finanziamenti (costi d'esercizio + costi pluriennali) - ricavi d'esercizio patrimonio netto al 31/12 - (patrimonio netto all'1/01 - prelevamenti extragestione + nuovi apporti dell'imprenditore)
5. Il patrimonio netto coincide con: il risultato economico d'esercizio il totale dei finanziamenti la somma tra capitale proprio e debiti a medio e lungo termine i finanziamenti di capitale proprio
6. Una impresa si definisce capitalizzata quando: i debiti sono uguali ai crediti il patrimonio netto è uguale all'attivo circolante il patrimonio netto è uguale al capitale di debito le passività correnti sono uguali alle passività consolidate
7. E' parte del patrimonio accessorio: l'arredamento i fabbricati non utilizzati dall'impresa le disponibilità liquide il capitale di debito
8. Un mutuo passivo costituisce: un investimento pluriennale un finanziamento a breve termine un componente del capitale permanente un componente dell'attivo circolante
9. Il grado di rigidità degli impieghi è dato da: attivo circolante/totale impieghi % immobilizzazioni/totale impieghi % capitale proprio/capitale di debito % capitale proprio/totale finanziamenti %
10. Si valutano con il criterio del presunto valore di estinzione: i debiti le rimanenze i crediti commerciali gli assegni
11. Tra impieghi e fonti di finanziamento esiste un rapporto corretto quando: il totale degli impieghi è uguale al totale dei debiti a breve termine l'entità degli investimenti in fattori a lungo ciclo di utilizzo è inferiore al totale degli indebitamenti a media/lunga scadenza l'importo dei debiti a breve termine supera l'ammontare degli impieghi di breve durata la durata delle varie forme di finanziamento è correlata con la natura degli investimenti
12. Delle seguenti fonti di finanziamento, quale non è appropriata per l'acquisizione di merci: indebitamento a breve termine verso fornitori mutuo ipotecario quinquennale finanziamento di capitale proprio scopertodi c/c
13. Se una parte delle immobilizzazioni viene finanziata accendendo debiti a breve termine, vuol dire che: esiste una equilibrata correlazione tra impieghi e fonti di finanziamento l'impresa ha una soddisfacente situazione finanziaria la composizione del patrimonio è squilibrata l'azienda è in grado di fronteggiare con tranquillità le scadenze dei debiti
14. Un'azienda si considera ben capitalizzata quando: l'importo del capitale proprio è maggiore o uguale al totale dei debiti finanzia tutti gli impieghi con debiti verso fornitori che non prevedono interessi ricorre solo a indebitamenti verso terzi l'entità dei finanziamenti di capitale di terzi supera l'ammontare del capitale proprio
15. Se il capitale di terzi è nettamente superiore al capitale proprio, significa che l'azienda: presenta un livellodi indebitamento modesto ha coperto il suo fabbisogno finanziario prevalentemente con apporti del proprietario o dei soci è dotata di adeguati mezzi propri è gravemente sottocapitalizzata
16. Il grado di capitalizzazione di un'azienda si misura come segue: capitale proprio - totale impieghi capitale di terzi - capitale proprio capitale proprio/capitale di terzi impieghi in fattori a lungo ciclo di utilizzo/capitaleproprio
17. Il capitale permanente: corrisponde al totale degli indebitamenti a medio e lungo termine è pari alla somma del capitale proprio e delle passività consolidate si ottiene sommando le passività consolidate e le passività correnti è minore dell'attivo immobilizzato nelle aziende dotate di una struttura patrimoniale equilibrata
18. Le passività correnti sono formate: dai debiti scadenti entro l'anno dal totale dei debiti contratti nel cosro dell'anno dai finanziamenti erogati in conto corrente dagli indebitamenti aventi una data di rimborso compresa tra 12 e 24 mesi
19. L'attivo circolante è formato da: (rimanenze + crediti) - passività correnti (immobilizzazioni + rimanenze) - passività consolidate rimanenze + crediti + disponibilità liquide (crediti + disponibilità liquide) - rimanenze
20. Delle seguenti relazioni, quale è indicativa di una struttura finanziaria equilibrata: passività correnti > attivo circolante capitale proprio + debiti a medio/lungo termine < attivo immobilizzato attivo immobilizzato < capitale proprio + passività consolidate capitale proprio > o = a debiti a breve termine + debiti a medio/lungo termine
21. I nuovi apporti dell'imprenditore aumentano il patrimonio netto iniziale V F
21. I nuovi apporti dell'imprenditore aumentano il patrimonio netto iniziale
22. I crediti e le cambiali sono valutati con il criterio del valore nominale V F
22. I crediti e le cambiali sono valutati con il criterio del valore nominale
23. La differenza tra l'attivo circolante e le passività correnti costituisce il patrimonio circolante netto V F
23. La differenza tra l'attivo circolante e le passività correnti costituisce il patrimonio circolante netto
24. Il patrimonio lordo è dato dalla somma di tutte le attività V F
24. Il patrimonio lordo è dato dalla somma di tutte le attività
25. Le rimanenze di magazzino sono sempre valutate al valore di realizzo V F
25. Le rimanenze di magazzino sono sempre valutate al valore di realizzo
26. Il reddito d'esercizio può essere calcolato con procedimento sintetico come differenza tra patrimonio netto finale e patrimonio netto iniziale V F
26. Il reddito d'esercizio può essere calcolato con procedimento sintetico come differenza tra patrimonio netto finale e patrimonio netto iniziale
27. Il margine di struttura è dato dalla differenza tra patrimonio netto e passività correnti V F
27. Il margine di struttura è dato dalla differenza tra patrimonio netto e passività correnti
28. Un'impresa risulta tanto più elastica e flessibile quanto più alta è la percentuale dell'attivo circolante rispetto all'attivo immobilizzato V F
28. Un'impresa risulta tanto più elastica e flessibile quanto più alta è la percentuale dell'attivo circolante rispetto all'attivo immobilizzato
29. Un'impresa è in equilibrio finanziario quando l'attivo circolante è maggiore delle passività correnti V F
29. Un'impresa è in equilibrio finanziario quando l'attivo circolante è maggiore delle passività correnti
30. I debiti verso fornitori sono passività consolidate V F
30. I debiti verso fornitori sono passività consolidate
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